STORIE DI SPORT. Il TREMEndo microfono delle Marche con Emiliano Storani

Inseguendo un sogno chiamato Australia

Emiliano Storani è uno dei calciatori più conosciuti del nostro panorama regionale. Tante esperienze, anche in categorie importanti, passando per il sogno Australiano. Storani, infatti, ha potuto giocare ad Adelaide e non esclude un futuro ritorno nella terra dei canguri.

Ciao Emiliano, nella tua carriera tanta serie D e Lega Pro. Cosa conservi di queste esperienze?

“Ogni esperienza che hai nella vita riesce a darti qualcosa di diverso e ti rimane come bagaglio di crescita personale”.

Anni fa hai avuto l’opportunità di andare al Parma. Hai qualche rimpianto per quello che avrebbe potuto essere ma non è stato?

“A distanza di anni penso e ripenso al fatto che non sarebbe dovuta andare così, perché a detta di tutti gli addetti ai lavori avrei avuto le qualità per fare una grandissima carriera nel calcio che conta. Ma, vista l’età, ho preso le decisioni sbagliate e purtroppo è andata così…”.

Hai avuto modo di indossare tante maglie gloriose come quelle dell’Ascoli, Samb, Maceratese e Ancona. Cosa ti ha trasmesso ogni stagione in piazze così prestigiose?

“Ho avuto modo, nonostante la mia giovane età, di poter indossare maglie che ti trasmettono sempre quel qualcosa in più da poter ricambiare in campo e fuori, migliorandoti come calciatore e come persona. Tra queste, la più recente, è l’esperienza con l’Anconitana dove ho avuto l’onore di poter giocare insieme a Salvatore Mastronunzio, grande giocatore e bellissima persona. Il ricordo della piazza è indelebile, ma a livello societario non mi sono trovato benissimo e preferisco guardare oltre”.

Sei stato in Australia portando con te anche l’amico Marco Mariani. Cosa ti insegna un posto così lontano e diverso?

“Quando mi è stata proposta questa nuova avventura ho colto al volo l’opportunità, perché è un paese bellissimo dove ho avuto modo di conoscere persone straordinarie con le quali sono tutt’oggi in contatto. E’ un’esperienza che mi ha fatto crescere sotto tutti i punti di vista”.

Quanto è differente il calcio australiano dal nostro?

“A mio avviso la differenza è abissale, essendo quello australiano un tipo di calcio più inglese, anche se meno tecnico. E’ un calcio molto fisico ma meno qualitativo rispetto all’Italia”.

Con te, in Australia, c’era Marco Mariani. Quant’è importante trasferirsi sapendo di poter contare su un amico di vecchia data, soprattutto i primi tempi di ambientamento?

“Inizialmente sono partito da solo ma, visto che il calciomercato era ancora aperto, ho proposto al nostro presidente di contattare Marco e si è fidato. E’ bello poter affrontare un’esperienza così forte con un amico che conosci da tanto tempo e con il quale hai un sincero rapporto di amicizia”.

In cosa Emiliano Storani è stato bravo e in cosa meno nell’arco della sua carriera?

“Emiliano, ad oggi, ha fatto quello che poteva fare. Ho tanti rimpianti da calciatore ma evidentemente non sono stato all’altezza mentalmente e caratterialmente per fare il grande passo”.

Cosa hai imparato dal calcio e cosa pensi di poter trasmettere agl ialtri?

“Il calcio mi ha dato tanto e mi ha fatto conoscere tanti amici ma, visto che sono ancora giovane, spero mi venga data un’altra opportunità in categorie più importanti, perché mi sento maturato come persona e come giocatore”.

Tornerai in Australia nei prossimi mesi?

“Sono in contatto quasi quotidianamente con il presidente dell’Adelaide Victory, con il quale ho un ottimo rapporto anche fuori dal calcio e mi vorrebbe lì di nuovo. Nel frattempo convivo con la mia ragazza ma sa che l’idea Australia è ben presente in me. Vedremo cosa mi riserverà il futuro”.

Per concludere so che hai un pensiero particolare…

“Esatto, per mister Andrea Casoni alla Belfortese, che ha saputo trasmettermi molto in campo e fuori e per questo lo ringrazierò sempre”.

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